Dipendenza affettiva

La dipendenza non è di per sé patologica, per esempio l’essere umano nasce dipendente dalle cure altrui. Altra forma di dipendenza sana riguarda le prime fasi dell’innamoramento in cui “ci si perde negli occhi dell’altro” e sarebbe anche un po’ triste se non fosse così. Un po’ di dipendenza è anche funzionale all’interno di una relazione stabile, serve a mantenere il legame nel tempo.
Si trasforma in un problema quando la dipendenza diventa eccessiva ed è quindi un modo disfunzionale di relazionarsi con un altro individuo, sostanza o situazione.

Dipendenza affettiva è un termine che sempre di più sta entrando nel linguaggio comune, spesso anche nelle sue versioni più popolari come relazione o amore “tossico”. In realtà, la parola amore, ci sta a forza perché la relazione è, sì vestita da amore ma in realtà, poco c’entra con l’amore stesso. Possiamo dire senza mezzi termini che la dipendenza affettiva sia disfunzionale

Amami o odiami, entrambi sono a mio favore. Se mi ami, sarò sempre nel tuo cuore, se mi odi, sarò sempre nella tua mente
da Sogno di una notte di mezza estate

Cos'è?

Dipendenza affettiva è un termine introdotto per la prima volta da R. Norwood nel suo libro “Donne che amano troppo” pubblicato nel 1985. Il libro tratta dei meccanismi e delle conseguenze di traumi infantili, specialmente femminili, e della loro influenza sul modo di trovare e stare nelle relazioni. I traumi infantili spesso possono recare delle fragilità così da rendere difficile l’interruzione di quelle che vengono definite come “relazioni tossiche”.

Sintomi:

La dipendenza affettiva non rientra direttamente tra i disturbi mentali diagnosticati nel DSM-5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali ma viene inserita tra le “New Addiction”. Queste ultime sono le nuove dipendenze di tipo comportamentale e racchiudono gioco d’azzardo patologico, dipendenza da Internet, dipendenza da sport, dipendenza da sesso, shopping compulsivo e dipendenza da lavoro. Questa associazione alle altre dipendenze è dovuta al fatto che i sintomi possono essere sovrapposti nonostante sia differente “ciò da cui si dipende”.

Una caratteristica di base del dipendente affettivo è la bassa autostima, su di esso si fonda il pensiero che senza “l’altro io non possa farcela”. L’appagamento e piacere conseguenti la presenza della persona di cui si dipende sono molto intensi, pervasivi, a volte quasi totalizzanti. Un’altra caratteristica è la frequente negazione dei propri sentimenti perché questi potrebbero generare delle spinte divisive. Si manifesta la necessità di trascorrere molto tempo con il partner, mettendo in secondo piano il tempo da dedicare a se stessi. In caso di allontanamento o assenza del partner si possono verificare vere e proprie “crisi di astinenza” con irritabilità o rabbia, ansia acuta o veri e propri attacchi di panico.
Si tratta di una forma di “amore” simbiotico in cui si ricerca la fusione con l’altro: chi dipende affettivamente teme la separazione dall’oggetto “d’amore”. La paura dell’abbandono è talmente intensa che la maggior parte dei comportamenti hanno la funzione di evitare la solitudine e il rifiuto. Per evitare ciò, il dipendente affettivo tende a compiacere il partner fino a trascurare sé stesso.
Si verifica anche uno sbilanciamento di valore, sopravvalutazione dell’oggetto “d’amore” e svalutazione del dipendente. In generale, il dipendente affettivo dedica molta attenzione al controllo del partner ed è presente gelosia: “il mio oggetto d’amore è troppo importante perché io possa rischiare di perderlo”.
A volte si può presentare ambivalenza, da una parte poco lucidi perché rapiti dai sentimenti, dall’altra con molta lucidità ci si rende conto di dipendere e questo può generare vergogna, rimorso e senso di colpa.

Cause

Ogni situazione è differente e quindi ogni generalizzazione può lasciare il tempo che trova ma in generale chi soffre di dipendenza affettiva è stato un bambino trascurato emotivamente , “non visto”. I suoi genitori, con tutta probabilità, sono stati svalutanti e/o iperprotettivi ed in entrambi i casi il meta-messaggio era: “tu non ce la puoi fare senza di noi”. Questo è stato interiorizzato così profondamente che non ci si può pensare “senza l’altro” e questo schema disfunzionale tiranneggia il dipendente emotivo.

 

Cura

Il primo passo è rendersi conto di avere bisogno di aiuto. Il secondo passo è chiedere aiuto e in questo caso, la figura dello psicologo è particolarmente indicata. Le strade possono essere mille come mille possono essere i tipi di psicoterapia. Essendo psicodinamico mi sento di promuovere questo approccio.

La psicoterapia psicodinamica affronta la dipendenza affettiva analizzando le radici profonde dei modelli relazionali, delle esperienze passate, delle relazioni significative, dei modelli di attaccamento e di tutti quei processi mentali inconsci implicati nella dipendenza affettiva. La comprensione fa sì che “il vecchio meccanismo si inceppi” e di conseguenza possono emergere nuovi stili relazionali più funzionali ed arricchenti. Inoltre, la psicoterapia psicodinamica offre un ambiente terapeutico sicuro e di sostegno in cui il paziente può esplorare i suoi sentimenti, risolvere conflitti interiori e lavorare verso una maggiore autostima e indipendenza emotiva.

È importante sapere che esiste il numero di telefono, che è il 1522, che è rivolto a donne vittime di violenza o stalking. È Un numero gratuito ed operativo 24 ore su 24.

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